Il provvedimento abroga le proroghe introdotte dal Milleproroghe 2026 e definisce una nuova disciplina applicabile alle assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026.
Di seguito si riepilogano gli aspetti di maggiore interesse operativo.
1. Bonus Donne 2026
Punti chiave: Esonero 100% contributi | € 800/mese ZES | € 650/mese altre regioni | Durata 12-24 mesi
Per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026 è previsto un esonero contributivo totale per l’assunzione di donne svantaggiate.
1.1 Requisiti delle lavoratrici
L’incentivo riguarda, alternativamente, donne:
- prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi;
- prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi e appartenenti alle categorie di “lavoratore svantaggiato” previste dal Regolamento UE 651/2014 e di seguito riepilogate.
1.2 Misura dell’incentivo
Esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi premi INAIL):
- fino a € 800 mensili per lavoratrici residenti nelle regioni ZES Mezzogiorno;
- fino a € 650 mensili nelle altre regioni.
1.3 Durata
- 12 mesi per assunzioni di lavoratrici rientranti nelle categorie di “lavoratore svantaggiato”;
- 24 mesi nelle altre ipotesi.
2. Bonus Giovani Under 35 – Nuova disciplina 2026
Punti chiave: Esonero 100% contributi | € 650/mese ZES | € 500/mese altre regioni | Durata 12-24 mesi
Il Decreto Lavoro sostituisce integralmente la proroga prevista dal Milleproroghe.
Per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026 l’esonero torna al 100% dei contributi previdenziali.
2.1 Requisiti del lavoratore
Il lavoratore deve:
- non aver compiuto 35 anni;
- privo di impiego regolarmente retribuito:
- da almeno 24 mesi;
- oppure da almeno 12 mesi se appartenente a specifiche categorie di “lavoratore svantaggiato”, come di seguito riepilogato.
2.2 Misura dell’incentivo
Esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi premi INAIL):
- fino a € 650 mensili per lavoratori occupati in sedi/unità produttive situate nelle regioni ZES;
- fino a € 500 mensili nelle altre regioni.
2.3 Durata
- 12 mesi per lavoratori “svantaggiati” ai sensi del Regolamento UE 651/2014;
- 24 mesi nelle altre ipotesi
Ai fini delle agevolazioni donne e giovani, rientrano nella definizione di lavoratore svantaggiato, i soggetti che soddisfano almeno uno dei seguenti requisiti:
| Categoria | Requisito |
| Età 15–24 |
Età compresa tra 15 e 24 anni |
| Over 50 |
Età superiore a 50 anni |
| Titolo di studio |
Privo di diploma di scuola superiore |
| Settore |
Occupato in settori con forte disparità uomo-donna |
| Carichi familiari |
Adulto con persone a carico |
| Minoranze etniche |
Appartenenza a minoranze etniche con necessità di integrazione lavorativa |
3. Incentivo alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro
| Requisito | Dettaglio |
| Ambito temporale |
Trasformazioni dal 1° agosto 2026 al 31 dicembre 2026, senza soluzione di continuità, su rapporti a termine instaurati entro il 30 aprile 2026. |
| Requisiti lavoratore |
Non dirigenziale; under 35; mai occupato a tempo indeterminato; rapporto a termine complessivo ≤ 12 mesi alla data della trasformazione. |
| Misura incentivo |
Esonero 100% contributi (esclusi premi INAIL) fino a € 500/mese per massimo 24 mesi. |
Il Decreto Lavoro introduce un nuovo incentivo per favorire la trasformazione dei contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato.
Ambito temporale
- L’agevolazione riguarda le trasformazioni effettuate:
- dal 1° agosto 2026 al 31 dicembre 2026;
- senza soluzione di continuità;
- relative a rapporti a termine instaurati entro il 30 aprile 2026.
Requisiti del lavoratore
Il lavoratore deve:
- non avere qualifica dirigenziale;
- non aver compiuto 35 anni;
- non essere mai stato occupato a tempo indeterminato;
- essere titolare di un rapporto a termine di durata complessiva non superiore a 12 mesi alla data della trasformazione.
Misura dell’incentivo
È previsto l’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi INAIL:
- nel limite massimo di € 500 mensili;
- per una durata massima di 24 mesi.
La misura appare particolarmente interessante per le aziende che intendano programmare percorsi di stabilizzazione entro la fine del 2026, soprattutto in presenza di rapporti a termine recentemente instaurati.
4. “Salario giusto”: impatti pratici per le aziende
Il rispetto del salario giusto è condizione necessaria per accedere a tutti gli incentivi
Il Decreto Lavoro introduce il principio del “salario giusto”, individuando quale parametro di riferimento il trattamento economico complessivo previsto dai CCNL stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.
Aspetti operativi principali
Ai fini pratici:
- Riferimento: non è il solo minimo tabellare, ma il trattamento economico complessivo previsto dal CCNL rappresentativo;
- Impatto: il criterio rileva anche per aziende che applicano contratti “minori” o non sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative;
- Assenza CCNL: nei settori privi di CCNL occorrerà fare riferimento al contratto maggiormente affine all’attività esercitata.
Collegamento con gli incentivi
Elemento particolarmente rilevante:
- Condizione: l’accesso agli incentivi (Bonus Donne, Giovani, ZES e stabilizzazione) è subordinato al rispetto del trattamento economico previsto dal “salario giusto”.
Pertanto, ai fini della spettanza delle agevolazioni:
- Retribuzione: il trattamento economico individuale corrisposto al lavoratore non dovrà essere inferiore a quello previsto dal CCNL comparativamente più rappresentativo;
- Verifiche: sarà necessario controllare con attenzione il corretto inquadramento contrattuale e retributivo applicato.
Ulteriori novità
Il decreto prevede inoltre nuovi meccanismi di adeguamento salariale automatico in caso di mancato rinnovo dei CCNL oltre 12 mesi dalla scadenza.
5. Aspetti ancora in attesa di conferma
Per la piena operatività delle nuove agevolazioni si attendono:
- Circolari applicative INPS
- Eventuali autorizzazioni della Commissione Europea
- Chiarimenti ministeriali sul coordinamento tra “salario giusto” e disciplina generale degli incentivi contributivi
Lo Studio resta a disposizione per opportuni chiarimenti
Cordialmente
Studio Colombo